Aprire un b&b: normativa fiscale, finanziamenti e costi di gestione

 

Sono sempre di più gli italiani che decidono di aprire un B&B e che si rivolgono ad associazioni e istituzioni per capire come aprire un b&b.

Questa particolare struttura ricettiva è in costante crescita anche nelle preferenze dei viaggiatori, per i prezzi più bassi rispetto agli hotel e per le comodità che alcuni apprezzano di una soluzione del genere. Il carattere familiare tipico di questo tipo di alloggi è infatti molto apprezzato da un certo tipo di turista.

Si definiscono B&B le strutture ricettive gestite da privati che utilizzano parte della propria abitazione che mettono a disposizione di turisti per periodi di apertura annuali o stagionali e con un numero di camere e letti limitati.

In pratica un ospite alloggia presso una stanza che può fare parte della casa del proprietario.

Non esiste un luogo ideale dove aprire un b&b: è possibile alloggiare presso camere attrezzate in pieno centro città così come in aperta campagna. In Italia le possibilità sono moltissime. Chiaramente più la stanza è vicina alle zone di interesse turistico più aumenta la possibilità di ricevere maggiori prenotazioni.

 

Bed and breakfast normativa fiscale

normativa fiscale b&b

Per quanto riguarda i bed and breakfast la normativa fiscale di riferimento è in primis quella regionale. Queste piccole attività ricettive, infatti, rientrano nella gestione delle leggi regionali che, nella maggior parte delle regioni italiane, non la considerano come attività di impresa, dal momento che non è necessario aprire partiva IVA, nè bisogna procedere con l’iscrizione al Registro imprese presso la Camera di Commercio.

Le regioni indicano in particolare un numero di stanze massimo consentite, in quanto per l’Agenzia delle Entrate non fa testo questo numero.

Stesso discorso per la durata del soggiorno degli ospiti. Dopodichè bisogna dichiarare l’inizio attività tramite il documento denominato Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA).

Anche se la gestione di un bed and breakfast, a livello di adempimenti, è decisamente più snella rispetto ad altre attività, è necessario comunque conservare tutta la documentazione relativa alla sua amministrazione.

Questo vuol dire tenere sempre da parte le ricevute non fiscali dei singoli corrispettivi incassati, sul quale è necessario apporre una marca da bollo da 2€ per importi superiori a 77€, numerate progressivamente, con la data di emissione, il codice fiscale dell’ospite, il numero di giorni di permanenza e il corrispettivo incassato per il servizio. Allo stesso modo, bisogna conservare le fatture o ricevute delle spese effettuate inerenti l’attività.

Nella dichiarazione dei redditi del proprietario, i redditi derivanti dall’attività di bed and breakfast devono essere inseriti nel quadro RL del modello Unico Persone Fisiche (o quadro D, modello 730), per essere assoggettati ad Irpef al netto delle spese inerenti e documentate.

 

Aprire un bed and breakfast: i costi

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Dal momento che un B&B solitamente viene ricavato da una struttura che si possiede già, i costi per aprirne uno sono abbastanza limitati (è possibile preventivare tra i 10.000 e i 30.000 euro di spesa) e si riferiscono alle spese per adeguare i locali alle norme di legge e renderli confortevoli. Tuttavia spesso per aprire un bed and breakfast i costi sono spesso sottovalutati.

Tra i costi per aprire un b&b bisogna considerare la verifica dell’idoneità dell’immobile: si tratta di una verifica completa con l’obiettivo di accertare tutti gli aspetti civilistici, fiscali, urbanistici, tecnici, sanitari e di antincendio. Il costo per avere questa licenza dipende dal comune.

Anche la messa in sicurezza della struttura è importate ed è un costo da sostenere. In particolare bisogna verificare gli impianti elettrici, l’impianto a gas e che sia presente almeno un estintore.

Chiaramente questi costi vanno a sommarsi con quelli di ordinaria gestione, che comprendono la fornitura di biancheria, la spesa per la colazione e la pulizia dei locali. A questi costi vanno a sommarsi quelli di gestione straordinaria (eventuali problematiche legate agli impianti, ad esempio).

 

Aprire bed and breakfast: i finanziamenti

finanziamenti per b&b

Non essendo attività commerciali vere e proprie, non è semplice ottenere incentivi per i B&B. Diverso il caso in cui l’attività sia imprenditoriale: esistono infatti finanziamenti ed agevolazioni per poter sostenere le spese di apertura.

Ogni Regione spesso apre bandi finanziati dalla UE, soprattutto per quanto riguarda le zone a spiccata attitudine turistica, o aree nelle quali le calamità naturali hanno bloccato l’economia.

Solitamente questi fondi sono destinati all’acquisto di attrezzature specifiche o a interventi di ristrutturazione. Le agevolazioni per aprire un bed and breakfast sono quindi limitate agli affittacamere e ai b&b con p.iva.

 

Quanto guadagna un bed and breakfast

Una struttura turistica in italia potrebbe avere degli incassi potenzialmente molto alti. Ma quanto guadagna un bed and breakfast? Il costo di una stanza in B&B varia in base a tanti parametri.

Mediamente è possibile calcolare un costo di 70 – 80 euro a notte, ma il prezzo sale o scende considerevolmente in base alla sua localizzazione (zona centrale o periferica), al periodo dell’anno (periodi di alta o bassa stagione, festività, eventi o fiere), alla qualità del servizio offerto ed alle caratteristiche delle singole camere.

Solitamente chi gestisce un B&B non lo considera come un introito principale, anche se è possibile avere dei guadagni di tutto rispetto. Questo perchè l’attività deve essere svolta in modo non continuativo per evitare che la stessa possa essere annoverata tra le attività di impresa e costringere l’apertura della partita IVA.